Eye of the Tiger

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Il Persico Reale è uno dei pesci più pregiati delle nostre acque, bellissimo da vedere è una di quelle prede che regala alto godimento. Gli esemplari di taglia maxi sono quelli più ricercati e difficili da trovare, ripagano totalmente degli sforzi investiti una volta catturati. Nella bella stagione li possiamo pescare dal Belly Boat nelle medie e piccole acque lacustri in verticale, ed una volta trovati il divertimento è assicurato.

In questo articolo voglio prendere in considerazione tre tipologie di esche, le softbait, i metal jig e gli shad piombati. Per cominciare dobbiamo scandagliare il posto che andremo ad affrontare, non sempre è possibile utilizzare l’eco scandaglio ma avere la percezione delle profondità che stiamo pescando è di basilare importanza. Non tutte le giornate sono identiche, quindi una volta individuato lo spot su cui pescare bisogna cominciare a calare le nostre esche. Per capire esattamente dove pescare, nel caso in cui non ci si possa aiutare con un eco scandaglio, dobbiamo cercare le zone con maggior profondità e cercare la così detta “palla di pesce”. Il persico è un pesce che si imbranca, una volta trovata “la palla” si cerca di catturare i pesci di stazza. Bisogna considerare che è molto facile trovare i gruppi di “persicini”, ma non bisogna demordere perché i Persiconi mangiano i piccoli esemplari e le chance di catturare i Big ci sono eccome! Tornando sul pezzo, diciamo che una volta individuata la zona di pesca potenzialmente redditizia cominciamo a calare i nostri artificiali. Per questa pesca vanno benone canne non troppo lunghe dai 6.5” ai 7.0” dotate di una vettino morbido. Per gli amanti del solid tip consiglio canne non troppo leggere diciamo intorno ai 7 grammi, personalmente non ho una grande predilezione, utilizzo sia canne tubolar che con il vettino pieno. Se devo differenziare ritengo le canne con vettino pieno più efficaci per pescare con softbait e piccoli shad, mentre preferisco maggiormente il vettino tubolar per l‘uso dei metal Jig.

Per cercare pesci di mole, la scelta della canna tubolar può spingerci all’utilizzo di canne con potenza sino a 12-18 grammi in grado di far sfarfallare metal jig di peso. Questo perché? Perché spesso i pesci di mole attaccano sul movimento veloce e violento per fastidio e reazione. Ho notato che soprattutto dopo una fase iniziale dove il pesce mangia con molta facilità sugli shad, si ha un momento di stanca dove i persi più grandi incuriositi si avvicinano ed è quello il momento per fregarli magari proprio con metal durante i sali è scendi belli allegri! Anche per le canne tubolar vale lo stesso discorso, attrezzi che non superino di molto i 7.0” e con la parte finale della vetta morbida, in grado di far lavorare l’esca nel modo corretto richiamando i saliscendi con movimenti secchi e decisi. Il persico di taglia spesso attacca nella fase di risalita, ma ricordiamoci di tenere sempre il contatto con l’esca anche durante la discesa. Non dobbiamo assolutamente lasciare il filo in bando perché capitano giornate in cui mangiano in caduta e dobbiamo essere pronti a ferrare anche quando l’esca va verso il basso. I fondali su cui andremo a pescare sono abbastanza sostenuti, diciamo che nelle piccole cave 5-8-10 metri, nei laghi medio piccoli anche di più 15-18 metri. Pescare su alti fondali non vuol dire catturare esclusivamente a contatto con il fondo. È molto importante percepire a che profondità avvertiamo le mangiate, pescando correttamente se i pesci son sospesi oppure se attaccano più radenti al fondale sostare esattamente nella strike zone. Prendere tanti persici non è un’impresa impossibile, ma prendere dei grossi persici è tutta un‘altra storia. La cattura dei grossi “Tigroni” è un premio alla nostra astuzia, ed al nostro giusto approccio alla pescata.

L’utilizzo delle softbait è molto comune ed in commercio troviamo degli shad con testa piombata che imitano perfettamente un pesciolino in difficoltà. La pesca con gli shad è molto divertente regala “sensazione e divertimento” in quanto sentiamo tremare la canna nelle mani durante la mangiata. Gli shad devono avere un peso compreso tra i 3 e i 7 grammi, 10/12 grammi per le acque più profonde. Non dobbiamo mai farci ingannare dal tipo di mangiata, a volte le mangiate che percepiamo irruente sono di piccoli esemplari, e talvolta il grosso aspira l’esca pian piano trattenendola dando la sensazione di piccole tocche. Lo shad ha un fortissimo potere attrattivo in fase di caduta, e come detto in precedenza per i metal jig, dobbiamo essere scaltri a mantenere sempre il contatto con l’esca non lasciando mai il filo in bando.

Per quanto riguarda i fili da montare sui nostri mulinelli di taglia 1500 o 2500 massimo, io prediligo un trecciato di qualità unito ad un finale in fluorocarbon. La treccia deve essere fine, permettere all’esca una caduta molto naturale, non deve superare le 10 lb., e per il finale in fluorocarbon diciamo dalle 4 alle 6 libre. E’ molto importante avere dei diametri sottili, non dobbiamo “ammazzare” il movimento dell’esca, e per attrarre l’attacco istintivo dei big, i sali e scendi devono essere belli “violenti”. Un accorgimento che mi sento di dare è quello di non “pompare” troppo velocemente il pesce dal fondale, diamogli il tempo di compensare un minimo.

Se dovessimo tirar su un pesce con la vescica gonfia abbiamo 2 opzioni. Forarla dalla bocca con un ago apposito, procedura da fare solo se si è esperti! Oppure attaccare il pesce insieme ad una piombatura abbastanza elevata e ricalarlo in profondità. Dopo qualche minuto (almeno 5/10), possiamo tirarlo su di nuovo, molto lentamente per slamarlo e rilasciarlo. Lo so bene che il persico per alcuni è buonissimo, ma per noi pescatori 2.0 è sacro e va rimesso subito in acqua. Ci è permessa solo una velocissima foto di rito, se il pesce è in condizione di farla. Ricordiamoci che noi pescatori abbiamo un impatto sul pesce che peschiamo, fare una mattanza di persici, tirandoli su velocemente da alti fondali in modo involontario è di una facilità estrema! Quando li troviamo sospesi magari a mezz’acqua, ricordiamoci di non essere troppo veloci nella fase di recupero verso l’alto, spesso il grosso ci mangia in risalita sotto i piedi! Altra cosa che capita spesso e di vedere altri big in compagnia di quello che abbiamo attaccato all’esca durante la fase di recupero. Cerchiamo di essere il meno rumorosi possibili, perchè dopo averne presi alcuni il grado di difficoltà aumenta notevolmente. Concludiamo dicendo che spesso andiamo in cerca della cattura che ci faccia godere in posti lontani, e magari il “Persicone” è nel fondale del lago che peschiamo sempre e solamente sulla riva. Quando hai tra le mani questa magnifica creatura, ti rendi conto di quanto un pesce che supera di poco il kilogrammo di peso possa darti soddisfazione. Forza tutti in mezzo al lago a cercare gli “Eye of the Tiger”!

 

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Scritto da: Daniele Vinci

Daniele Vinci

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